Ogni passo avanti inizia con questi 3 semplici numeri. Ogni scalata, ogni start e ogni salto verso l’alto. Questa non è una gara a chi arriva prima a toccare una stella, a chi arriva primo al successo. Non è una battaglia di un singolo uomo e neppure di una singolo gruppo: è una scalata collettiva, quella che coinvolge un intero popolo. Sin da piccoli impariamo a camminare, a correre e qualcuno anche a saper ballare. Qualcuno ancora più fortunato impara subito, e altri, invece, hanno bisogno di una mano in più per riuscire a muoversi nel modo corretto. Una mano che non mancherà mai in un gruppo che si muove allo stesso ritmo, allo stesso passo. Movimento e passione sono due parole chiave della danza, in qualsiasi forma essa si esibisca, ma la danza comunica emozioni, pezzi di storia, di vite e di racconti. La danza di un popolo cosa potrà mai essere se non altro che racconti di un posto lontano? Se non altro che una cultura diversa da quella che già conosciamo? Ogni popolazione si forma attorno ad un nucleo in movimento, attorno ad un ritmo, come un branco di soldati in battaglia che avanzano allo stesso passo, eppure ogni popolo ha un suo passo. Ogni popolo ha un suo ritmo di marcia. Il gruppo “Vatra” è l’esempio di un grande popolo: è un gruppo di giovani ballerini che si raccontano sulle note della musica tradizionale rumena. Un gruppo di giovani che hanno nel cuore e nei piedi un ritmo pazzesco, sfrenato. “UN DUE TRE. UN DUE TRE”. È questa la colonna sonora che accompagna le lezioni in sala prove, è questo il primo suono che si sente appena fuori dalla finestra. Tre determinate parole che arrivano dalla bocca dal loro insegnante appena dopo il “ai vostri posti, ragazzi”: IURIE RAILEANU, 25enne, appassionato di questa danza tradizionale che prima di tutto aiuta a capire che prima il ritmo entra all’ interno di ogni singola vena e poi si impara muoversi tutti insieme, è un giovane uomo che insegna che nell’ ordine naturale della scala di valori ogni cosa va moltiplica per 1000 anche se si ha poco o niente. Certo, insegna anche a saper contare fino a tre. Il gruppo “Vatra” è energia, collaborazione e spirito fresco. Un gruppo nato e cresciuto dal 2011 che oggi vanta la disponibilità di più di 60 danzatori all'interno del corpo di ballo, uomini e donne di ogni età, dai 5 agli over 30. Nessuno escluso. Nessuno è fuori. Uomini e donne che hanno personalità, vite, esperienze tanto diverse fra loro che sarebbe stupido definirli tutti uguali perché provenienti dalla stessa nazione, ma sono persone unite da una sola cosa: la danza del proprio popolo. Questo gruppo ha un obiettivo principale che prevale su tutti gli altri: insegnare agli altri che non conta il luogo di provenienza per fare danza, non conta da quale posto del mondo provieni per comunicare una cultura o della musica che arriva da un posto che dista mille e miglia, ma ciò che conta è continuare a coltivare e a diffondere questa danza anche se il posto in cui ti trovi non porta la scritta “PATRIA”. Sono tutte persone che sognano di arrivare in alto. Di arrivare assieme in cima alla scalata e di provare quella gioia che è bella solo se condivisa. Di arrivare a casa e dire “mamma, ce l’ho fatta”. La gioia che si vede sui loro volti ad ogni acclamazione, ad ogni applauso. La determinazione che in sala prove non manca mai. Le assi del pavimento che vibrano di quell'energia che solo un gruppo determinato riesce a smuovere. La fierezza sul volto del loro maestro guardando i propri ragazzi che da anni percorrono la stessa strada e il collettivo sospiro di sollievo alla fine di ogni spettacolo. Tutto è frutto di anni e anni di crescente impegno e di obiettivi raggiunti, di qualche scacco mancante e di qualcuno nuovo di zecca, ma mai a nessuno è stata negata la possibilità di potersi muovere allo stesso ritmo. Certo, ci sarà sempre il tempo per sbagliare, per andare fuori tempo o per fare un passo falso, ma qui a "Vatra" non esiste la parola "incapacità", qui ognuno ha i suoi giusti tempi per imparare, per crescere. Qui non si corre da soli, qui ci si muove insieme e allo stesso e identico modo si sale verso l'alto, si scala la vetta tutti aggrappati alla stessa lunga e grossa fune. Nessuno rimane indietro o va più avanti. Tutti uguali, tutti assieme. I ragazzi all'interno di questo vasto gruppo fanno bene una cosa in particolare, oltre al saper ballare: sanno, prima di tutto, far sorridere ballando, sono persone che sanno dire “non sono bravo abbastanza perché posso dare di più, posso dare ancora il massimo”, ma che sanno lo stesso essere fieri di se stessi. Sorridono al futuro come ogni uomo che sa di mettere il cuore e sanno soprattutto tenere la testa alta non solo quando viene chiesto loro di ballare per la propria patria, ma sono ragazzi che se non ci fosse quella stessa mano forte del loro insegnante a guidarli si noterebbe la differenza. UN DUE TRE, VATRA!
Ogni passo avanti inizia con questi 3 semplici numeri. Ogni scalata, ogni start e ogni salto verso l’alto. Questa non è una gara a chi arriva prima a toccare una stella, a chi arriva primo al successo. Non è una battaglia di un singolo uomo e neppure di una singolo gruppo: è una scalata collettiva, quella che coinvolge un intero popolo. Sin da piccoli impariamo a camminare, a correre e qualcuno anche a saper ballare. Qualcuno ancora più fortunato impara subito, e altri, invece, hanno bisogno di una mano in più per riuscire a muoversi nel modo corretto. Una mano che non mancherà mai in un gruppo che si muove allo stesso ritmo, allo stesso passo. Movimento e passione sono due parole chiave della danza, in qualsiasi forma essa si esibisca, ma la danza comunica emozioni, pezzi di storia, di vite e di racconti. La danza di un popolo cosa potrà mai essere se non altro che racconti di un posto lontano? Se non altro che una cultura diversa da quella che già conosciamo? Ogni popolazione si forma attorno ad un nucleo in movimento, attorno ad un ritmo, come un branco di soldati in battaglia che avanzano allo stesso passo, eppure ogni popolo ha un suo passo. Ogni popolo ha un suo ritmo di marcia. Il gruppo “Vatra” è l’esempio di un grande popolo: è un gruppo di giovani ballerini che si raccontano sulle note della musica tradizionale rumena. Un gruppo di giovani che hanno nel cuore e nei piedi un ritmo pazzesco, sfrenato. “UN DUE TRE. UN DUE TRE”. È questa la colonna sonora che accompagna le lezioni in sala prove, è questo il primo suono che si sente appena fuori dalla finestra. Tre determinate parole che arrivano dalla bocca dal loro insegnante appena dopo il “ai vostri posti, ragazzi”: IURIE RAILEANU, 25enne, appassionato di questa danza tradizionale che prima di tutto aiuta a capire che prima il ritmo entra all’ interno di ogni singola vena e poi si impara muoversi tutti insieme, è un giovane uomo che insegna che nell’ ordine naturale della scala di valori ogni cosa va moltiplica per 1000 anche se si ha poco o niente. Certo, insegna anche a saper contare fino a tre. Il gruppo “Vatra” è energia, collaborazione e spirito fresco. Un gruppo nato e cresciuto dal 2011 che oggi vanta la disponibilità di più di 60 danzatori all'interno del corpo di ballo, uomini e donne di ogni età, dai 5 agli over 30. Nessuno escluso. Nessuno è fuori. Uomini e donne che hanno personalità, vite, esperienze tanto diverse fra loro che sarebbe stupido definirli tutti uguali perché provenienti dalla stessa nazione, ma sono persone unite da una sola cosa: la danza del proprio popolo. Questo gruppo ha un obiettivo principale che prevale su tutti gli altri: insegnare agli altri che non conta il luogo di provenienza per fare danza, non conta da quale posto del mondo provieni per comunicare una cultura o della musica che arriva da un posto che dista mille e miglia, ma ciò che conta è continuare a coltivare e a diffondere questa danza anche se il posto in cui ti trovi non porta la scritta “PATRIA”. Sono tutte persone che sognano di arrivare in alto. Di arrivare assieme in cima alla scalata e di provare quella gioia che è bella solo se condivisa. Di arrivare a casa e dire “mamma, ce l’ho fatta”. La gioia che si vede sui loro volti ad ogni acclamazione, ad ogni applauso. La determinazione che in sala prove non manca mai. Le assi del pavimento che vibrano di quell'energia che solo un gruppo determinato riesce a smuovere. La fierezza sul volto del loro maestro guardando i propri ragazzi che da anni percorrono la stessa strada e il collettivo sospiro di sollievo alla fine di ogni spettacolo. Tutto è frutto di anni e anni di crescente impegno e di obiettivi raggiunti, di qualche scacco mancante e di qualcuno nuovo di zecca, ma mai a nessuno è stata negata la possibilità di potersi muovere allo stesso ritmo. Certo, ci sarà sempre il tempo per sbagliare, per andare fuori tempo o per fare un passo falso, ma qui a "Vatra" non esiste la parola "incapacità", qui ognuno ha i suoi giusti tempi per imparare, per crescere. Qui non si corre da soli, qui ci si muove insieme e allo stesso e identico modo si sale verso l'alto, si scala la vetta tutti aggrappati alla stessa lunga e grossa fune. Nessuno rimane indietro o va più avanti. Tutti uguali, tutti assieme. I ragazzi all'interno di questo vasto gruppo fanno bene una cosa in particolare, oltre al saper ballare: sanno, prima di tutto, far sorridere ballando, sono persone che sanno dire “non sono bravo abbastanza perché posso dare di più, posso dare ancora il massimo”, ma che sanno lo stesso essere fieri di se stessi. Sorridono al futuro come ogni uomo che sa di mettere il cuore e sanno soprattutto tenere la testa alta non solo quando viene chiesto loro di ballare per la propria patria, ma sono ragazzi che se non ci fosse quella stessa mano forte del loro insegnante a guidarli si noterebbe la differenza. UN DUE TRE, VATRA!
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